
Youth in the Conservation of Cultural Heritage
Palermo, 24-26 Maggio 2010
www.yococu.com

Storia della Chimica Applicata alla Conservazione dei Beni Culturali
Roma, 14 Giugno 2010

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Pillole di Conservation Science
Contributi dei Soci dal mondo della ricerca scientifica

I Beni Culturali tra quattro chiacchiere e un caffè

HYDROPHOBE
VI International Conference on Water Repellent Treatment of Building Materials
Roma, 14-15 aprile 2011
Italian Association of Conservation Scientists
Storia
L'Italian Association of Conservation Scientists (IA-CS) nasce come Associazione Italiana Esperti in Diagnostica applicata ai Beni Culturali (aIEDabc) nell’aprile del 2005 dall’idea di un gruppo di giovani studenti neolaureati nel corso di Scienze applicate ai Beni Culturali dell’Università degli Studi di Roma "La Sapienza". Fondamentali sono stati lo stimolo, la collaborazione e il sostegno del dott. Giovanni Visco, della dott.ssa Maria Pia Sammartino e di diversi docenti quali il prof. Luigi Campanella e il prof. Giovanni Ettore Gigante.
Negli anni di studio abbiamo acquisito una forte consapevolezza dell’importanza della diagnostica prima e durante un intervento conservativo, nonché della necessità di affidare ogni intervento sul bene culturale ad una equipe di professionisti, che dovrebbe essere composta da restauratori, conservatori e conservation scientists.
Se all’estero effettivamente ciò accade, in Italia la diagnostica e le relative figure professionali assumono spesso un ruolo marginale, a causa di una inspiegabile carenza legislativa.
Mossi dalla volontà di cambiare questa situazione, abbiamo mosso i primi passi verso il mondo delle associazioni, informandoci sulle norme e sulle reali possibilità di sviluppo, chiedendo aiuto a persone più esperte di noi. Nel maggio 2005 la registrazione presso l’Ufficio dell’Entrate del Ministero delle Finanze dell’atto costitutivo e dello statuto, ha attestato la nascita legale dell’associazione.
Da quel giorno lo sviluppo è stato rapido; una volta definito il Consiglio Direttivo per trascinare lo sviluppo dell’associazione, il 7 luglio 2005 abbiamo inaugurato l’associazione, presentandola ufficialmente al mondo accademico e scientifico presso l’Università degli Studi di Roma "La Sapienza".
In quella data il proficuo confronto con esperti che già operano nel settore, quali il dott. Maurizio Marabelli e il prof. Carlo Coluzza, ha fornito nuovi spunti e prospettive d’azione consentendoci di aggiustare il tiro e mettere in cantiere nuovi progetti. La nostra storia è in rapido aggiornamento, le tappe già superate sono solo le premesse di un'associazione che attraverso le idee ed il sostegno dei soci si augura di diventare un punto di riferimento per i conservation scientists italiani.
Negli anni di studio abbiamo acquisito una forte consapevolezza dell’importanza della diagnostica prima e durante un intervento conservativo, nonché della necessità di affidare ogni intervento sul bene culturale ad una equipe di professionisti, che dovrebbe essere composta da restauratori, conservatori e conservation scientists.
Se all’estero effettivamente ciò accade, in Italia la diagnostica e le relative figure professionali assumono spesso un ruolo marginale, a causa di una inspiegabile carenza legislativa.
Mossi dalla volontà di cambiare questa situazione, abbiamo mosso i primi passi verso il mondo delle associazioni, informandoci sulle norme e sulle reali possibilità di sviluppo, chiedendo aiuto a persone più esperte di noi. Nel maggio 2005 la registrazione presso l’Ufficio dell’Entrate del Ministero delle Finanze dell’atto costitutivo e dello statuto, ha attestato la nascita legale dell’associazione.
Da quel giorno lo sviluppo è stato rapido; una volta definito il Consiglio Direttivo per trascinare lo sviluppo dell’associazione, il 7 luglio 2005 abbiamo inaugurato l’associazione, presentandola ufficialmente al mondo accademico e scientifico presso l’Università degli Studi di Roma "La Sapienza".
In quella data il proficuo confronto con esperti che già operano nel settore, quali il dott. Maurizio Marabelli e il prof. Carlo Coluzza, ha fornito nuovi spunti e prospettive d’azione consentendoci di aggiustare il tiro e mettere in cantiere nuovi progetti. La nostra storia è in rapido aggiornamento, le tappe già superate sono solo le premesse di un'associazione che attraverso le idee ed il sostegno dei soci si augura di diventare un punto di riferimento per i conservation scientists italiani.
Missione
E' oggi indubbio che a qualunque intervento conservativo vadano affiancate indagini scientifiche, indispensabili per raccogliere tutte le informazioni riguardo alla situazione pregressa e attuale del bene su cui si interviene, portando, da un lato, ad una più approfondita conoscenza dell’opera d’arte, e favorendo, dall’altro, la realizzazione di un intervento di restauro corretto, efficace e valido nel tempo.
Sebbene sia unanimemente affermata l’importanza della scienza nella conservazione dei beni culturali, ad oggi, questa occupa un ruolo marginale durante un intervento conservativo.
L’Italian Association of Conservation Scientists intende comprendere i principi, i metodi e le tecniche della scienza applicata ai beni culturali, disciplinarla e svilupparla, nonché divulgare e educare alla comprensione della sua importanza e delle sue potenzialità, per una migliore conservazione e valorizzazione del nostro cospicuo patrimonio culturale.
Tutto ciò si concretizza nella necessità di una specifica figura professionale, già definita in ambito estero con il titolo di conservation scientist, cioè lo scienziato che si occupa di conservazione dei beni culturali.
L’associazione intende candidarsi come sede naturale per la promozione della scienza nei beni culturali e per il riconoscimento, la tutela e lo sviluppo di tale figura professionale attraverso l'attivazione di adeguate iniziative volte a favorire aggiornamento, approfondimento e divulgazione riguardo a queste tematiche.
Sebbene sia unanimemente affermata l’importanza della scienza nella conservazione dei beni culturali, ad oggi, questa occupa un ruolo marginale durante un intervento conservativo.
L’Italian Association of Conservation Scientists intende comprendere i principi, i metodi e le tecniche della scienza applicata ai beni culturali, disciplinarla e svilupparla, nonché divulgare e educare alla comprensione della sua importanza e delle sue potenzialità, per una migliore conservazione e valorizzazione del nostro cospicuo patrimonio culturale.
Tutto ciò si concretizza nella necessità di una specifica figura professionale, già definita in ambito estero con il titolo di conservation scientist, cioè lo scienziato che si occupa di conservazione dei beni culturali.
L’associazione intende candidarsi come sede naturale per la promozione della scienza nei beni culturali e per il riconoscimento, la tutela e lo sviluppo di tale figura professionale attraverso l'attivazione di adeguate iniziative volte a favorire aggiornamento, approfondimento e divulgazione riguardo a queste tematiche.